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Contaminazione da microplastiche

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La contaminazione da microplastiche ha raggiunto ormai livelli incalcolabili negli oceani. Le ricerche sull'impatto dell'inquinamento nei confronti dell'ecosistema marino sono sempre più numerose e non sembrano lasciare molti margini di speranza. L'ultima è quella pubblicata su Frontiers in Marine Science : tre pesci su quattro che vivono in profondità nell' Atlantico Nord-Occidentale sono contaminati da microplastiche. Si tratta di pezzettini di plastica indissolubili e microscopici che inevitabilmente vanno a finire nella catena alimentare. Facile immaginare da dove provengano, ossia da oggetti o prodotti che l'essere umano utilizza quotidianamente in quantità industriali come vestiti in pile o cosmetici: plastiche sottoforma di microsfere che vengono utilizzate proprio nei prodotti per la pelle perché in grado di svolgere una funzione esfoliante. Una volta finiti in mare questi frammenti vengono ingeriti dagli organismi marini provocando p...

La Marina Militare torna nell’Artico per studiare il futuro del nostro clima.

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Mercoledì 17 gennaio, “Alliance” la nave polivalente di ricerca della Marina Militare è partita dal porto di La Spezia verso i mari d’Islanda e Groenlandia , oltre il Circolo Polare Artico, per attuare una missione scientifica, in collaborazione con il Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) della Nato, che si concluderà a fine aprile 2018. E così dopo 90 anni dalla storica missione del Comandante Nobile e a seguito della recente spedizione effettuata nell'estate del 2017 denominata "High North", la Marina Militare ritornerà al Polo Nord, per la prima volta in periodo invernale artico, per sostenere le attività di ricerca a supporto dell’organizzazione internazionale Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) nell’ambito del programma multidisciplinare Iceland-Greenland Seas Project (IGP). Scopo principale della spedizione sarà questa volta lo studio dell’interazione aria/acqua e la relativa ventilazione che si viene a creare nel Mare Artico, co...

Dal pesce senza faccia al pesce lucertola, nuove specie scoperte nel Pacifico.

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C'è anche il cosiddetto pesce senza faccia tra le almeno cinque specie di pesci scoperte da alcuni scienziati australiani nel corso di una spedizione di due mesi a bordo della nave di ricerca Investigator: sono stati raccolti 42.747 esemplari di pesci e di invertebrati da profondità dell'oceano fino a 4800 metri. La nave, salpata   da Bell Bay in Tasmania nel maggio del 2017, ha studiato sette riserve marine: Freycine,   il largo della Tasmania orientale, il Mar dei Coralli, il largo del Queensland centrale. La missione è terminata a giugno a Brisbane. Si tratta di esemplari che si trovavano nelle profondità dell'abisso marino ad est del continente.   Sicuramente l'esemplare più curioso è quello che viene chiamato pesce senza faccia, con occhi non visibili ed una bocca situata nell'estremità inferiore del corpo. Una sorta di cugino del pesce blob che nel 2013 si aggiudicò il titolo di pesce più brutto del mondo. Tra le altre specie rinvenute lo squ...