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Contaminazione da microplastiche

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La contaminazione da microplastiche ha raggiunto ormai livelli incalcolabili negli oceani. Le ricerche sull'impatto dell'inquinamento nei confronti dell'ecosistema marino sono sempre più numerose e non sembrano lasciare molti margini di speranza. L'ultima è quella pubblicata su Frontiers in Marine Science : tre pesci su quattro che vivono in profondità nell' Atlantico Nord-Occidentale sono contaminati da microplastiche. Si tratta di pezzettini di plastica indissolubili e microscopici che inevitabilmente vanno a finire nella catena alimentare. Facile immaginare da dove provengano, ossia da oggetti o prodotti che l'essere umano utilizza quotidianamente in quantità industriali come vestiti in pile o cosmetici: plastiche sottoforma di microsfere che vengono utilizzate proprio nei prodotti per la pelle perché in grado di svolgere una funzione esfoliante. Una volta finiti in mare questi frammenti vengono ingeriti dagli organismi marini provocando p...

Colorante fluorescente per la caccia alle microplastiche negli oceani

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Arriva un importante aiuto per aiutare ad individuare le microplastiche che si trovano nascoste negli oceani e che spesso non vengono rilevate dai metodi disponibili attualmente rappresentando un certo limite allo studio sul loro impatto e sulla loro effettiva presenza in mare. Per colmare questo gap ci ha pensato un gruppo di scienziati britannici che hanno pensato si sfruttare un particolare colorante fluorescente. Un metodo innovativo ed anche particolarmente vantaggioso per essere poco costoso quello che arriva dall'Università di Warwick e pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology.   Con questo sistema si riesce infatti ad individuare particelle di plastica di circa 20 micrometri, più o meno del diametro di un capello umano. Si tratta di un passo in avanti gigantesco dal momento che solo una piccolissima parte della plastica che si trova negli oceani veniva finora rilevata con accuratezza. Ma come funziona questo colorante? Semplicemente riesce a legars...

L'adattamento dei coralli al riscaldamento delle acque

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Il riscaldamento globale prosegue nel suo infernale decorso eppure la natura sembra rispondere con una capacità di adattamento per certi versi impressionante. È quello che è stato ad esempio osservato con i coralli in grado di adattarsi ad oceani più caldi di fronte a particolari condizioni. Uno studio americano pubblicato sulla rivista Science Advances è arrivato a questa conclusione studiando i geni di alcune tipologie di corallo di acqua fredda nelle Isole Cook. Questi coralli sembrano avere nella loro genetica delle caratteristiche che li predispongono ad avere una certa tolleranza nei confronti del calore. E questo potrebbe permettere loro di potersi adattare alle temperature in costante aumento delle acque degli oceani. Si tratta comunque di un adattamento che prima o poi rischia di essere vanificato se il ritmo del riscaldamento globale proseguisse su questi ritmi, ecco dunque che diventa comunque urgente ridurre l'emissione di gas serra.   Simulando al computer vari scenar...