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Visualizzazione dei post con l'etichetta Inquinamento

Non bastano allarmi e segnalazioni, il nostro mare è sempre più inquinato.

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Dopo essere rientrata in porto da un viaggio iniziato il 22 giugno dalla Liguria e terminato pochi giorni fa in Friuli Venezia Giulia la Goletta Verde di Legambiente ci riporta il bilancio annuale di salute dei nostri mari e delle nostre coste: critico il risultato di queste analisi con quasi l’8% delle acque italiane più inquinate rispetto allo scorso anno; il 48% dei campioni prelevati dai nostri mari risulta infatti “fortemente inquinato” (39%) ed “inquinato” (9%). Il nostro mare risulta quindi sempre meno pulito, nonostante allarmi, denunce e segnalazioni, riguardo alla situazione di peggioramento continua in cui versano da tempo le nostre acque.   Il monitoraggio di Goletta Verde prende in considerazione i punti a “maggior rischio” di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e dei cittadini attraverso il servizio SOS Goletta ed analizzati tramite parametri microbiologici (come Enterococchi intestinali ed Escherichia coli). Sono stat...

Addio a bicchieri e posate di plastica, Ue pronta allo stop.

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Potremmo presto dire addio a bicchieri e posate di plastica. La Commissione Europea sembra voler dare una sterzata alla produzione di rifiuti ed alla raccolta differenziata inserendo questa ed altre misure nella direttiva sulla riduzione dell'inquinamento da plastica. Non si tratta dell'unica novità radicale che potrebbe ben presto arrivare nel settore. Si mira anche a ridurre i recipienti usa e getta per alimenti, i produttori di imballaggi potrebbero essere ben presto costretti a pagare direttamente il costo dello smaltimento, negli imballaggi compariranno annunci sulla pericolosità dell'inquinamento da plastiche, i tappi dei contenitori di bevande rimarranno attaccati alla confezione per evitare vengano dispersi. Diventeranno sostanzialmente “illegali” tutta una serie di posate e piatti usa e getta in plastica, cotton fioc, cannucce, bastoncini dei palloncini gonfiabili, bastoncini per mescolare le bevande. Se le aziende che li producono vor...

Sea Shepherd, a Lerici un convegno sul pericolo della plastica nei mari

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Ci sono centinaia di chili di plastica in un solo chilometro cubo di Mediterraneo . L'impressionante dato è stato diffuso dal ricercatore del Cnr Marco Faimali nel corso del convegno sulla pericolosità delle micro e macroplastiche nei mari e negli oceani,   organizzato a Lerici (La Spezia) da Sea Shepherd. « Se filtrassimo un chilometro cubo di acqua del Mediterraneo – ha spiegato Faimali -   troveremmo da qualche decina sino a centinaia di chili di plastica. Il Mediterraneo è una delle zone più problematiche per questo aspetto: stiamo cercando di capire quali saranno gli effetti sull'ecosistema. La plastica non è un inquinante normale, assorbe altri agenti inquinanti e funge da vettore. Le plastiche si trasformano in particelle sempre più piccole, anche perché vengono triturate e mangiate dai pesci, rendendo sempre più complesso catturarle. Stiamo studiando quali sono ad esempio gli effetti sullo zooplacton. L'invasione silenziosa della marine litter è ...

Gran Bretagna, campagna contro la plastica: cannucce al bando

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La Gran Bretagna ha messo in moto un'altra Brexit, quella dalle cannucce di plastica, apice di una   campagna contro l'inquinamento e i rifiuti non biodegradabili. Al momento, come riporta il Daily Telegraph , è soltanto una proposta con buone possibilità di diventare molto concreta, dal momento che è già stata approvata dal governo di Edimburgo per il solo territorio della Scozia. Le cannucce infatti non possono essere riciclate e spesso finiscono ad inquinare acque dolci e mari, danneggiando anche esseri animali e vegetali. Come mostrato infatti in un video shock da alcune associazioni ecologiste che chiedono il bando delle cannucce in tutto il mondo: si vedono tartarughe di mare gravemente ferite alle narici proprio dalle cannucce finite in acqua. Secondo Michael Gove, ministro dell'ambiente britannico, la proposta potrebbe far diventare il paese più   "environmentally friendly" dal momento che si parla di un qualcosa come 8,5 miliardi di cannu...

Il grave problema ambientale del Mediterraneo

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Le spiagge italiane sono invase da vari tipi di rifiuti ma il più diffuso sembra essere il cottonfioc. Ne vengono stimati addirittura 100 milioni di pezzi sparsi un po' ovunque. Il dato arriva dall'Enea, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ed è stato presentato al worskhop "Marine litter: da emergenza ambientale a potenziale risorsa".   Come prima analisi c'è da considerare che la plastica in generale la fa purtroppo da padrona rappresentando oltre l'ottanta per cento dei rifiuti che vengono raccolti sulle spiagge italiane. E come abbiamo già visto in altri articoli, la plastica è un vero e proprio killer per l'ecosistema marino ma anche per la salute umana. A destare particolare attenzione sono le microplastiche inferiori ai cinque millimetri che riescono a superare indenni l'ostacolo degli impianti di depurazione delle acque reflue. I frammenti di plastica, originati dalla degradazione delle ...

Colorante fluorescente per la caccia alle microplastiche negli oceani

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Arriva un importante aiuto per aiutare ad individuare le microplastiche che si trovano nascoste negli oceani e che spesso non vengono rilevate dai metodi disponibili attualmente rappresentando un certo limite allo studio sul loro impatto e sulla loro effettiva presenza in mare. Per colmare questo gap ci ha pensato un gruppo di scienziati britannici che hanno pensato si sfruttare un particolare colorante fluorescente. Un metodo innovativo ed anche particolarmente vantaggioso per essere poco costoso quello che arriva dall'Università di Warwick e pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology.   Con questo sistema si riesce infatti ad individuare particelle di plastica di circa 20 micrometri, più o meno del diametro di un capello umano. Si tratta di un passo in avanti gigantesco dal momento che solo una piccolissima parte della plastica che si trova negli oceani veniva finora rilevata con accuratezza. Ma come funziona questo colorante? Semplicemente riesce a legars...

Fibre plastiche all'interno di animali che vivono a 11 km di profondità

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L'inquinamento dovuto alla plastica dispersa nell'ambiente è sempre più penetrante e probabilmente solo tra alcuni decenni si avrà un reale quadro dei danni causati ai vari ecosistemi. Alcuni effetti però sono già tangibili e fanno comprendere la gravità de problema. La plastica infatti è riuscita a penetrare anche negli abissi marini. È stata infatti rintracciata anche nello stomaco di alcune creature che addirittura vivono fino ad undici chilometri di profondità, in alcune fosse oceaniche del Pacifico. La notizia trapela da uno studio effettuato dall'università di Newcastle diffuso in occasione di Sky Ocean Rescue, campagna di sensibilizzazione sull'inquinamento dei mari. Sono stati esaminati 90 animali marini di tutto il Pacifico rintracciando nei loro stomaci frammenti di plastiche   come il Pvc, o fibre tessili come rayon, lyocell e nylon. Queste tracce sono state rinvenute in più punti: Nuove Ebridi, Kermadeck, fossa del Giappone e delle Marianne. Lo studio h...

Inquinamento delle acque in Veneto

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È preoccupante il livello di inquinamento misurato nelle acque interne del Veneto tanto che è scattato nelle scorse settimane il divieto di consumo di alcune specie di pesce. Una misura decisa dall'Istituto Superiore di Sanità e Regione Veneto accertata la preoccupante contaminazione dovuta alle sostanze tossiche Pfas rintracciata in   alcuni campioni di queste specie ittiche. Si è quindi deciso, come ha ricordato la ministra Lorenzin, di mettere in atto misure precauzionali come quella del divieto di cattura di pesci in quelle aree. 1.100 i campioni raccolti riguardanti prodotti alimentari di origine animale e vegetale provenienti da allevamenti e coltivazioni nelle aree interessate. Sulla base dei primi dati, secondo la Lorenzin, non sarebbero emerse criticità che richiederebbero l'adozione di misure particolari. «È attualmente in fase di completamento – aveva commentato in un primo momento la Lorenzin   - un monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità finalizzato a v...