Gran Bretagna, campagna contro la plastica: cannucce al bando


La Gran Bretagna ha messo in moto un'altra Brexit, quella dalle cannucce di plastica, apice di una  campagna contro l'inquinamento e i rifiuti non biodegradabili. Al momento, come riporta il Daily Telegraph, è soltanto una proposta con buone possibilità di diventare molto concreta, dal momento che è già stata approvata dal governo di Edimburgo per il solo territorio della Scozia.
Le cannucce infatti non possono essere riciclate e spesso finiscono ad inquinare acque dolci e mari, danneggiando anche esseri animali e vegetali. Come mostrato infatti in un video shock da alcune associazioni ecologiste che chiedono il bando delle cannucce in tutto il mondo: si vedono tartarughe di mare gravemente ferite alle narici proprio dalle cannucce finite in acqua. Secondo Michael Gove, ministro dell'ambiente britannico, la proposta potrebbe far diventare il paese più  "environmentally friendly" dal momento che si parla di un qualcosa come 8,5 miliardi di cannucce monouso utilizzate all'anno da chi ama sorseggiare bibite e cockail, record assoluto in Europa. In Italia siamo a circa 2 miliardi, un numero comunque spaventoso. E proprio alcuni cittadini ternani emigrati a Londra hanno deciso di importare la campagna anti-cannuccia. «Ho letto sul quotidiano Evening Standard di questa campagna e ho preso consapevolezza della portata del problema -  ha spiegato uno degli attivisti italiani -  sappiamo che Terni ha problemi ambientali più urgenti, ma proprio da qui, per il suo forte valore simbolico, volevamo partire per coinvolgere tutta l'Italia». L'appello è stato raccolto dall'associazione "Terni in Action" tanto che diversi locali tra bar e ristoranti hanno preso l'impegno di abbandonare le vecchie cannucce in plastica fornendole non d'ufficio ma solo a richiesta degli avventori. In cambio avranno una sorta di promozione negli ambienti ecologisti e per questo saranno probabilmente premiati dal pubblico che li prediligerà rispetto alla concorrenza. Quando le scorte saranno finite scatterà la loro sostituzione con cannucce eco-friendly. Per fortuna infatti ci sono aziende che le producono in bioplastica derivata da amido di mais, biodegradabili in 12 settimane. Oppure quelle di carta, metallo, carta di bamboo. Costano di più ma almeno faranno diminuire in parte l'inquinamento. Non bisogna dimenticare infatti che le cannucce rappresentano il quinto rifiuto più presente sulle spiagge e per degradarsi impiegano un'eternità: circa 500 anni. Probabilmente è difficile immaginarsi che una modesta cannuccia possa essere così dannosa. Per capirlo basta considerare il fatto che il 90% tra uccelli marini, cetacei e tartarughe ingerisce plastica e dunque anche cannucce: lo si è visto analizzando le carcasse di questi animali. Il materiale utilizzato per realizzarle deriva inoltre dal petrolio. E dunque non c'è molto altro da aggiungere.  



                              

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